In un mondo che sta spostando le proprie comunicazioni nella rete di internet, Berlusconi va a dire alle popolazioni del Maghreb che il futuro è nella televisione. Dopodichè si lancia in un discorso straordinario sull'immigrazione ed il bello è che lo applaudono. Ah già dimenticavo, quella televisione è sua...
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domenica 6 settembre 2009
venerdì 14 agosto 2009
I prolet e l'enalotto
Erano quasi le venti e le mescite frequentate dai prolet (le chiamavano pub) erano stracolme di avventori. Dalle luride porte a vento che si aprivano e si chiudevano di continuo, promanava un fetore di urina, segatura e birra acida. Nell'angolo formato da un ingresso che aggettava nella strada, vi erano tre uomini in piedi vicinissimi tra loro. Quello al centro aveva un giornale aperto davanti agli altri due, standogli alle spalle, sembravano leggere con estrema attenzione. Prima ancora di essere abbastanza vicino da poter notare le espressioni dei loro volti, Winston si accorse che da ogni fibra dei loro corpi traspariva una concentrazione assoluta e ne dedusse che stavano leggendo qualche notizia di importanza fondamentale. Era ormai a pochi passi da loro, quando il gruppetto si aprì e due di essi cominciarono a litigare furiosamente. Per un attimo sembrarono perfino sul punto di venire alle mani.
"Vuoi sentire o no che cazzo ti sto dicendo? Sto dicendo che negli ultimi 14 mesi non ha mai vinto uno col numero che finiva col 7."
"Ha vinto, ha vinto!"
"Ti dico di no! A casa tengo conservati tutti i risultati degli ultimi due anni, li tengo segnati su un foglio di carta. Te lo dico un'altra volta, un numero che finiva col sette non ha..."
"Una volta col sette ha vinto, ti posso dire anche che cazzo di numero era, finiva 407 ed era febbraio, la seconda settimana di febbraio."
"Ma che febbraio e febbraio! Tengo tutto scritto. Te lo dico un'altra volta, un numero..."
Stavano parlando della Lotteria. Dopo aver proseguito per altri 30 metri, Winston si voltò a guardarli. Discutevano ancora appassionatamente, i volti accesi dalla disputa. La Lotteria con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico per il quale i prolet nutrissero un serio interesse. In tutta probabilità vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici. Winston sapeva, come sapevano tutti i membri del Partito, che i premi erano per la gran parte immaginari. A essere pagate erano soltanto somme esigue, mentre i grossi premi erano attribuiti a persone inesistenti.
Tratto da "1984" di George Orwell scritto nel 1948.
"Vuoi sentire o no che cazzo ti sto dicendo? Sto dicendo che negli ultimi 14 mesi non ha mai vinto uno col numero che finiva col 7."
"Ha vinto, ha vinto!"
"Ti dico di no! A casa tengo conservati tutti i risultati degli ultimi due anni, li tengo segnati su un foglio di carta. Te lo dico un'altra volta, un numero che finiva col sette non ha..."
"Una volta col sette ha vinto, ti posso dire anche che cazzo di numero era, finiva 407 ed era febbraio, la seconda settimana di febbraio."
"Ma che febbraio e febbraio! Tengo tutto scritto. Te lo dico un'altra volta, un numero..."
Stavano parlando della Lotteria. Dopo aver proseguito per altri 30 metri, Winston si voltò a guardarli. Discutevano ancora appassionatamente, i volti accesi dalla disputa. La Lotteria con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico per il quale i prolet nutrissero un serio interesse. In tutta probabilità vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici. Winston sapeva, come sapevano tutti i membri del Partito, che i premi erano per la gran parte immaginari. A essere pagate erano soltanto somme esigue, mentre i grossi premi erano attribuiti a persone inesistenti.
Tratto da "1984" di George Orwell scritto nel 1948.
domenica 15 febbraio 2009
Modernità a parole: Sanremo
Penso che la misura della libertà in un paese si possa verificare analizzando come vengono affrontati gli argomenti più ostici di ordine morale. Uno di questi è l'omosessualità. In questi giorni ho visto che se ne è parlato tanto per via di una canzone. Ecco, prima di tutto contestualizziamo. La canzone verrà proposta a Sanremo, che è quanto di più tradizionalista ci sia in questo paese chiamato Italia, un festival che, nel bene e nel male, viene visto ogni anno da milioni di persone. Quindi è una grossa cassa di risonanza. Vi posto il testo della suddetta canzone di Povia e poi facciamo un paio di considerazioni. Inanzitutto sembra scritta in momenti diversi. In un primo momento la storia e i ritornelli poi le due strofe che fungono da rete di salvataggio, quella che dice "non sono andato da psicologi, preti o scienziati" e quella che recita "è solo la mia storia, nessuna malattia, nessuna guarigione". Senza, la canzone sarebbe stata di un razzismo inaccettabile; con queste due si vuol far credere che non vi sia giudizio di fondo, che sia una storia come altre, un'opinione come le altre. E come sappiamo, bisogna rispettare TUTTE le opinioni. Non mi stancherò mai di ripeterlo. O queste opinioni le inseriamo in un contesto che preveda che ognuno possa dire e fare ciò che gli passa per la testa o NON TUTTE LE OPINIONI MERITANO RISPETTO. Perchè se un'opinione si basa su pregiudizi e discriminazioni quell'opinione è RAZZISMO. Possiamo decidere per il laissez faire tout court, mi va benissimo, ma allora domani io entro in una chiesa ed inizio a bestemmiare, prendo un badile e spacco la testa a quelli che si rasano la testa perchè mi infastidiscono e sputo liquirizia sulle lenzuola stese di ogni leghista del circondario. E questo solo come prima colazione! Questo però non lo posso fare perchè andrebbe contro un paio di regolette del vivere civile. Regole da cui certi personaggi ed ideologie sono esenti, con la pretesa di farsi percepire come neutrali e soprattutto, oggettivi. Io credo che quella canzone sia vergognosa. Non racconta solo una storia, parla di Freud, di rapporti con madri e padri, da una sua lettura dell'omosessualità, che si fonda su di una teoria ben precisa. E questa teoria viene proposta ad un festival tradizionalista in un momento in cui la Chiesa Cattolica si sta sempre più infiltrando nella politica italiana ed europea. Sarà un caso ma, guarda caso, nel Dicembre 2008, due mesi fa, la Francia ha fatto una grossa proposta all'Onu che intendeva depenalizzare a livello mondiale l'omosessualità. Il Vaticano in quell'occasione ha deciso di porre il proprio veto perchè, udite udite, violerebbe il principio di libertà religiosa. Che cari a preoccuparsene. Invece se delle PERSONE, che non rispondono all'identikit del normale etero, vedono la propria libertà di esistere al mondo calpestata e stigmatizzata, quello va sempre bene. Come da etichetta, viviamo una modernità a parole, nei fatti siamo ben lontani dalla laicità, le nostre menti sono ancora soggiogate da concetti imposti, che non hanno nulla a che fare con la libertà.
martedì 9 dicembre 2008
Modernità a parole
Parliamoci chiaro. Sono passati 60 anni dalla stesura della Carta dei Diritti Universali. Dice tante giuste e belle cose, ma la verità è che la potremmo usare al cesso per scopi ben meno nobili, ma almeno sarebbe utile a qualcosa. Il motivo principale è che continuiamo ad essere soggetti ad una legge che non è universale, che dovrebbe essere una scelta individuale e non un obbligo collettivo; quella legge la detta il Vaticano. Si, si potrebbe e si dovrebbe parlare di guerre, di fame, di ingiustizie nel mondo e magari in post futuri lo farò, ma per una volta non parlo in generale, parlo di "casa mia", come direbbe un buon leghista, di questo luogo di persone misere che si fa chiamare Italia. Un paese di bigotti della domenica, che pregano un Dio per poi bestemmiarlo di continuo sia nei discorsi che nei fatti; un paese di vecchi sia d'età ma soprattutto di mentalità; un paese che guarda alle proprie tradizioni solo quando vede che i nuovi arrivati sono fedeli alle loro in una maniera che qua se lo sognano; un paese che si dichiara costituzionalmente laico, ma che non muove un passo senza la vidimazione clericale. Io non guardo più la televisione da anni, ma so quello che c'è, perchè è il motivo per cui non la guardo! E' mai possibile che un telegiornale non possa fare a meno di dirci ogni giorno cosa ha detto il Papa? Ma chi se ne frega? E se anche ci fosse qualcuno interessato, perchè quest'UOMO deve condizionare la vita di tutti? Per chi non è Cristiano, come il sottoscritto, il signor Ratzinger conta esattamente come qualunque altro stronzo sulla faccia della terra. Ne di più ne di meno. La religione, in questo paese chiamato Italia, non è legge di Stato. L'Italia è una Repubblica Democratica e LAICA, abbiamo un governo, un parlamento, una magistatura: a loro spetta la gestione dei poteri dello Stato. Nella Costituzione non c'è scritto che la parola del Papa è vincolante e neanche che abbia il diritto, lui o chi per lui, di metter sempre bocca in qualunque questione si stia discutendo. Questo paese detto anche Italia, si fa fare la politica interna ed estera da due stati stranieri: la prima dal Vaticano e la seconda dagli U.S.A.! Io lo dichiaro qui forte e chiaro. Non capisco più un cazzo! La costituzione, la Repubblica sono fondate sull'antifascismo e in giro, come anche in Parlamento, non vedi altro che persone inneggiare al duce; il paese conosciuto anche come Italia, è laico ma bisogna lottare per ogni affermazione laica. Ma allora scusate, questi famosi diritti dove sono? A me sembrano più delle concessioni, che stanno anche via via contraendosi; si, sulle carte, sui trattati, sulle convenzioni, stanno scritte delle cose ma poi nella realtà se ne applicano delle altre. Forse negli anni settanta furono troppo ottimisti, cantarono vittoria troppo presto, perchè tutte le grandi conquiste oggi sono rimesse in discussione. Forse perchè ci siamo dimenticati che sono state conquiste; forse questa gente non ha fatto altro che attendere il momento propizio per tornare alla carica. Guardacaso in un periodo di crisi, guardacaso proprio quando c'è al potere il governo più di destra dal ventennio a questa parte. Guardacaso i capri espiatori sono gli immigrati, meglio se musulmani e di colore. MMhh vediamo: crisi, estrema destra, razzismo e una religione che si insinua in Europa. Eppure tutto questo mi ricorda qualcosa...
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